Silvia Fossati

Love, Marilyn - I diari segreti

  “Gli antichi greci avevano Edipo, noi abbiamo Marilyn”. Cosa si può ancora raccontare di Marilyn Monroe che non sia già stato scritto, rivelato, scoperto, illustrato, dipinto, cantato e incarnato sul grande schermo? A cinquant’anni dalla morte della diva delle dive, la documentarista Liz Garbus mette le mani su una presunta miniera d’oro, lettere agli amici più cari, poesie e appunti personali della Monroe, ritrovati in scatoloni a casa di

Bling Ring

A Sofia Coppola è sempre piaciuto raccontare il mondo dell’adolescenza, da Il giardino delle vergini suicide a Somewhere, intrufolandosi nei meandri di solitudini e umori da angolazioni insolite. Con Bling Ring le intenzioni – almeno in apparenza – sono le stesse. Abbiamo una storia vera, già raccontata in un articolo di Vanity Fair, The Suspects Wore Louboutins, della giornalista Nancy Jo Sales, quella di un gruppo di teenager di Calabasas, città

Centro Histórico

Per sua natura un film collettivo si nutre di diversità. Di punti di vista mutevoli e differenti. Stilistici. Narrativi. Filosofici. Umorali. Ed è proprio dall’incontro-scontro di tali diversità e registri che concetti affascinanti prendono forma. Centro Histórico, pellicola che ha inaugurato CineMAXXI, sezione “avanguardista” della Settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, non fa eccezione. Intorno alla cittadina portoghese di Guimarães, capitale europea dalla cultura 2012 e cellula

American Pie Ancora Insieme

Il primo capitolo apparve nell’ormai lontano 1999 per esprimere la vitalità di una generazione perennemente in tempesta ormonale alle prese con la scoperta del sesso, con gli esperimenti della vita e la freschezza incosciente dell’adolescenza, in un tripudio di gag grossolane ma esilaranti, abbondanti riferimenti alla cultura pop, sceneggiature disimpegnate e situazioni paradossali.

Biancaneve

Sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto sull’immortale favola dei Fratelli Grimm?
Tarsem – o Tarsem Singh, come più vi piace – invita a gettare al vento ogni ricordo o pregiudizio, e lasciarsi incantare dalla sua “riedizione” di un classico per piccoli e meno piccoli. E bisogna fidarsi.

Young Adult

Hai la certezza di essere in un film di Ivan Reitman quando ammiri, in apertura, un paesaggio urbano indefinito, quasi anonimo, poco patinato e molto a misura di umana idiosincrasia.