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Ho sposato mia suocera, Stefano Grimaldi

ho-sposato-mia-suoceraRicordo ancora la frase “non si sposa una persona, si sposa la famiglia”, tanti anni fa. Avrei dovuto farne tesoro, ma questa è un’altra storia. Quella di Ho sposato mia suocera, di Stefano Grimaldi (nom de plume per salvaguardare la pace domestica, suppongo) parte da un assunto simile; anche se più che una storia è in realtà una raccolta di aneddoti sulla difficile convivenza tra un genero e una suocera.

Iniziamo col dire che la suocera in questione sembra un incrocio tra She, Devil e Il diavolo veste Prada; un personaggio esagerato, caricaturale e a volte macchiettistico, che però quasi sicuramente ad alcuni di noi ricorda qualcuno. Perché non ha a che fare solo coi generi, ma anche con le nuore l’impossibilità di sopportare alcune suocere.

Antipatica, arrogante, inopportuna, ossessiva, pigra, altezzosa… troverete un’infinità di aggettivi appropriati alla donna descritta, e un po’ di aneddoti vi faranno ridere di cuore. C’è da dire all’autore (Stefano o comunque si chiami) che nel tentativo di farla apparire pessima da ogni angolazione fa un po’ la figura del fesso. Alla ventesima pagina o giù di lì infatti già pensavo “lo avessero fatto con me…” (ma anche questa, in effetti, è un’altra storia).

Tra pellicce, vacanze, presenze ossessive e angherie di ogni sorta, le pagine di queste memorie scorrono lisce e godibili, con scene vivide che non si fa alcuna fatica a immaginare nella realtà quotidiana. Episodi slegati fra loro che come denominatore comune hanno solo questa triade marito-moglie-suocera, e come sfondo un normale menage familiare.

Menzione d’onore alla pagina finale che l’editore Las Vegas scrive al lettore: un po’ perché conosco chi l’ha scritta, un po’ perché è il mio mestiere, l’ho trovata veramente ben fatta.

Se anche voi avete una suocera per cui ripristinereste torture medievali, potete ordinare il libro qui.

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