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Sanremo 2015 – La prima Serata… conta chi canta con Conti

Il Festival di Sanremo deve essere totalmente sconosciuto a quei simpaticoni inoperanti dell’ONU – come li chiama Mafalda di Quino – altrimenti verrebbe riconosciuto ufficialmente come una delle più sottili e spaventose forme di tortura.

Siamo arrivati al 65° anno e stavolta la conduzione è stata affidata a qual simpaticone lampadato che corrisponde al nome di Carlo Conti, affiancato da ben tre vallette, Arisa (la simpatica), Rocío Muñoz Morales (la figa) – conosciuta soprattutto per aver fatto girare la testa a Raoul Bova – ed Emma detta E’Marrone (la camionista). Festival già preceduto da polemiche varie visto che era nelle intenzioni di Carlo Conti di trasformarlo in una sorta de “I Migliori Anni” e invece sembra che si sia dovuto adeguare a farlo diventare il solito rifugio per concorrenti  da reality show.

Il programma della serata

La scaletta della prima serata prevedeva i primi 10 big:

  • Annalisa, Una finestra tra le stelle
  • Malika “Nocedicocco” Ayane, Adesso è qui
  • Alex Britti, Un attimo importante
  • Chiara, Straordinario
  • Dear Jack, Il mondo esplode
  • Lara Fabian, Voce
  • Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette), Io sono una finestra
  • Gianluca Grignani, Sogni infranti
  • Nek, Fatti avanti amore
  • Nesli, Buona Fortuna Amore.

Per quanto riguarda gli ospiti invece Albano e Romina super ospiti insieme a Tiziano Ferro, Imagine Dragons e Alessandro Siani.

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L’anteprima di Sanremo non altro che una delle telepromozioni  più becere mai viste (del tipo aridatece  Giorgio Mastrota e i materassi  Eminflex), l’introduzione è affidata ai big e il vero mistero di quest’anno è Bianca Atzei: che diavolo ci fa tra i big una che non ha ancora pubblicato un vero disco?

Dopo un’interminabile post-anteprima, finalmente si parte… dopo 50 minuti (sic!).
La prima ad esibirsi è Chiara con un Limone… ah no è il vestito. Il pezzo di si chiama “Straordinario”: canzone molto orecchiabile e ruffiana anche se da di già sentito.

Arriva la prima valletta, Emma detta Marrone vestita da donna (o quasi) e decisamente non sa leggere il gobbo.
Emma presenta  l’ex bello e maledetto del Festival Gianluca Grignani con i suoi “Sogni Infranti” che gioca a fare Lucio Battisti, ma la voce non ci sta proprio. Grignani per ora hai infranto solo le nostre orecchie con le stecche.

È il turno della seconda valletta, Arisa, vestita in maniera spettacolare e simpatica, introduce Alex Britti con “Un attimo importante”.
Alex claudiobaglionegga non poco e convince anche poco: ha fatto decisamente meglio nel passato.
Non so se per omaggio o per errore ma ha un colorito più marrone di Conti.

Quello che dovrebbe essere presentato come uno spot sull’uso preservativi  si presenta sul palco di Sanremo: gli Anania,  la famiglia più numerosa d’Italia che come “canzone del cuore di Sanremo” sceglie “Gli occhi verdi dell’amore” di Renato e i Profeti, peccato che abbiano preso una fantastica toppa dato che la canzone è del Festivalbar ed è una cover di “Angel Of The Morning” di Merrilee Rush & the Turnabouts.

Arriva Malika con “Adesso è qui”, con i suoi silenzi per cena: canzone raffinata ma la noce di cocco è sempre presente, cantata da una qualsiasi altra persona sarebbe stata molto meglio.

Possiamo dire tranquillamente che Raoul Bova ci ha visto bene. Rocío Muñoz Morales introduce il primo ospite Tiziano Ferro che risulta quello che ha cantato meglio nel corso della serata: si esibisce in un medley di successi spettacolare e ne approfitta per presentare “Incanto” tratto dal Greatest Hits TZN uscito da poco.

Arisa introduce i Dear Jack – gruppo uscito dai programmi di Maria La Sanguinaria – con la loro “Il mondo esplode”.
Attimo di contentezza per le/i Bimbominkia per una canzone  ultratrita che purtroppo che verrà sostenuta e votata dalle ragazzine con vaste probabilità di vincere.
Qualcuno spera nell’intervento di un meteorite…

Arriva Alessandro Siani  con un intervento tragicomico: meglio passarci sopra, possibilmente con un rullo compressore.

Si riparte con la gara: arriva sul palco finalmente Lara Fabian, con la sua “Voce”: la sua di voce è meravigliosa ma la canzone purtroppo no, banalissima, una vera occasione sprecata.

Momento clou

Rocío Muñoz Morales introduce la Reunion dell’Anno, Al Bagno e Romina Power(less) che come trashospitata si esibiscono in un medley dei loro successi.
Meraviglioso come le coriste cantino al posto di Romina e i due neanche si guardino mentre cantano sul palco, con il pubblico dell’Ariston in delirio.
L’intera performance è di un imbarazzante estremo e Carlo Conti ci mette il carico chiedendo un bacio fra i due (che si guardano in cagnesco): credo che sia una delle cose peggiori viste fino ad ora.

Se la famiglia Anania era uno spot sull’uso preservativi , la reunion di Albano e Romina ricorda il referendum abrogativo del 1974, meglio noto come referendum sul divorzio.

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Introdotto da Arisa arriva Nek con “Fatti avanti amore”, canzoncina gradevole e ruffiana, con arrangiamenti anni 90 che ricordano lo stile dei Coldplay: chissà se riuscirà a ripetere il colpaccio fatto con “Laura non c’è”… per ora è il pezzo migliore.

Grazia di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette) portano sul palco “Io sono una finestra”, momento pseudo anni 60. Bella la musica e il testo, ma non le voci: davvero un duetto improbabile. Forse con una voce diversa sarebbe andata meglio, e probabilmente alla Di Michele con una tinta di capelli diversa.

Come ospite arriva Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency guarito dall’Ebola ma che potrebbe non sopravviere a Sanremo: incredibile ma vero, indovina la canzone “Brividi” di Rossana Casale, effettivamente del Sanremo 1986.

Una seconda reunion: Emma e Annalisa si ritrovano sul palco dove, qualche anno fa, avevano assassinato “Per Elisa” di Alice. Stavolta la sola Annalisa si presenta con “Una Finestra Tra le Stelle” che sembra la solita canzone dei Modà – e infatti e scritta dal cantante del gruppo–.
Bella la voce ma anonima la canzone.

Momento pseudo-comico con i Boiler… non c’è Imodium che tenga.

Ultimo cantante in gara Nesli, ossia il fratello minore di Fabri Fibra, con “Buona Fortuna Amore”: niente da dire se non Buona Fortuna Nesli.
Bocciato. E pensare che è l’autore di “La Fine” di Tiziano Ferro.

Ospiti finali gli Imagine Dragons, band americana non male ma molto simil-indie-folk-Coldplay che si esibisce con “Demons” del 2013. Avrei preferito “Radioactive” il pezzo che li ha lanciati sul telefilm Arrow. Il secondo pezzo che presentano è “I bet My life” dal disco “Smoke & Mirrors” in uscita in questi giorni… non male a dire il vero, peccato non siano in gara.

Coda finale con i Made in sud che si credono di essere al Tale e Quale Show.

Omaggio ai vari cantanti scomparsi con Arisa ed Emma Pappalardo che cantano il Carrozzone di Renato Zero, che probabilmente si sarà prodigato in scongiuri.

Sorvoliamo sul siparietto (tragi)comico fra le vallette e Carlo conti: dove risulta evidente cosa accomuna i tre “gioielli” sul palco dell’Ariston, l’incapacità di leggere il gobbo.

E finalmente arriva il verdetto: Lara Fabian, Grazia di Michele e Mauro Coruzzi, Gianluca GrignaniAlex Britti sono gli artisti in rischio di eliminazione.

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