Ninja in ufficio di Lars Berge, quando l’orchite è dietro l’angolo

Ninja in ufficio di Lars Berge, quando l'orchite è dietro l'angolo

La prima cosa che mi ha colpito di Ninja in ufficio – inutile dirlo – è stata la copertina accattivante e il bollino che troneggia con la scritta «Riderete Da Matti»; molto probabilmente il senso dell’umorismo norvegese è molto diverso dal nostro, altrimenti non riesco a darmene una spiegazione; ciononostante – e nonostante abbia rischiato l’orchite più volte – l’ho letto e sono riuscito ad arrivare persino alla fine.

Elisabetta Sgarbi è la responsabile di Bompiani che ha voluto fortemente distribuire questo libro in Italia e sperava di fare un colpaccio alla Joel Dicker, ossia l’autore di “La Verità sul caso Harry Quebert”, ma a quanto pare il tutto le si è ritorto contro: in parecchi posti il libro è già passato al 50% di sconto, nonostante la campagna promozionale fatta in libreria. Il motivo è molto semplice: quello che è scritto in copertina non c’entra nulla con il contenuto del libro.

Ninja in ufficioLa trama dovrebbe essere la seguente :

A circa 20 minuti da Stoccolma, in uno tra i tanti identici piani del palazzo, ha sede la Helm Tech, un’azienda che realizza caschi da bicicletta. Jens Jansen, brand manager della Helm Tech, ha condotto fino ad ora una vita piuttosto ordinaria da cittadino della classe media. Come manager “medio” fa del suo meglio per evitare di lavorare. Il suo matrimonio è a pezzi, ma non potrebbe importargliene di meno.

Quando ha il sospetto di una promozione in arrivo, considerando il carico di lavoro che comporterebbe, inizia a pianificare la sua scomparsa. Ma non decide di fuggire in qualche luogo esotico, no, decide piuttosto di nascondersi in ufficio, nella stanza del server In cui nessuno va mai. Scivola quindi nel condotto di aerazione per raggiungere il bagno, si nutre dei pranzi dei suoi colleghi raggiungendo di nascosto la mensa.

Jens come un fantasma ascolta e controlla tutti, e inizia la sua attività di sabotaggio. Naturalmente, visto che per tutta la vita aveva cercato di non farsi notare, nell’alienazione della catena lavorativa, ci vogliono settimane prima che qualcuno si accorga che Jens non si trova più alla sua scrivania…

Più si va avanti con il libro e più si vorrebbe prendere a calci sulle gengive il protagonista; quello che poteva essere un libro sulla denuncia della situazione lavorativa e sull’alienazione che ne deriva diventa un pasticcio indegno del miglior Fantozzi, non fa assolutamente ridere, anzi si punta al tragico, allo stupido e al patetico e a far fuori il lettore a colpi di orchite galoppante.

Comunque potrebbe essere un ottimo regalo di natale da fare a qualcuno che non sopportate, un po’ come un classico cd di Gigi D’Alessio.

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Luca Rizzo

Rosso come il colore del sangue, è conosciuto anche come Satanik, un appassionato di libri, cinema, fumetti & musica. Citazione preferita: “Per te è stato bello come lo è stato per me?” da Le Iene

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