I consigli della libraia: letture per politologi

I consigli della libraia: letture per politologi

Una classica richiesta di Natale, in libreria, è il libro per il cognato che si interessa di politica. Di solito c’è sempre una novità editoriale sulla breccia, per accontentare chi desidera essere informato sui fatti del governo del nostro paese. Non per forza però si tratta di libri di qualità, ben scritti e ben ragionati.

Non parlo dell’immancabile Bruno Vespa, che ha i suoi aficionados, che collezionano ogni volume, anno per anno, come fosse una palla di natale di porcellana danese, ma che non è sempre gradito. Ricordatevi che dopo natale c’è tutto un tornare in libreria a restituirli, i libri di Vespa. E con lui quel poker di giornalisti che ne sforna uno l’anno: o sapete per certo che il destinatario del regalo apprezzerà, oppure astenetevi, proprio non è il caso.

E non venite dalla libraia a dire “Vorrei un libro per mio cognato, che si interessa di politica”. La libraia, sempre sorridente, vi odierà.

Non vi dico per quale parte politica tengo, ma che sono femmina, trentenne, figlia di sessantottini, femminista, ecologista, indosso lunge gonne a balze, porto il mio bambino legato in fascia e sì, se capita la pizzica la ballo. Sta a voi trarne le conseguenze. Cercherò però di consigliare libri interessanti per tutti.

Nino-mi-chiamoAmo di profondissimo amore “Nino mi chiamo”, di Luca Paulesu. Paulesu, (bis)nipote di Antonio Gramsci, ha raccontato per immagini il suo celebre (pro)zio. Gramsci è raffigurato bambino, e bambino espone i concetti del suo pensiero di adulto.
Un Gramsci bambino che esordisce dicendo: “Sono sardo, sono gobbo, sono pure comunista” vi conquisterà alla prima pagina, facendovi ridere di risate genuine e amare e permettendovi di riscoprire uno dei pochi intellettuali italiani di livello europeo del Novecento.

 

Per chi avesse voglia di approfondire un concetto fondamentale per la dialettica del governo della cosa pubblica, quello della differenza tra destra e sinistra, ricordo che Donzelli ha ristampato un classico del pensiero politico italiano, introvabile per qualche anno: “Destra e sinistra” di Norberto Bobbio. Indicato per gli smemorati.

 

La solidarietà può ancora essere uno dei collanti di ogni comunità? O soccombe – annega, direi – alle istanze centrifughe di una società liquida? Se lo chiede Stefano Rodotà, nel suo nuovo Solidarietà. Un’utopia necessaria, edito da Laterza.

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