La canzone della cometa

La canzone della cometa

Quest’anno difficilmente avete ascoltato o ascolterete qualcosa di più emozionante di questo minuto e mezzo di musica.

Non è forse un tipo melodico a cui siamo abituati, ed è molto diverso dal suono e silenzio nello spazio di cui abbiamo parlato con Interstellar, ma è una scoperta entusiasmante: è una registrazione dei suoni che la Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko emette, in forma di oscillazioni del campo magnetico. Si può sentire tra i 40 e i 50 millihertz, motivo per il quale per renderla udibile anche a noi è stata incrementata la frequenza fino alla nostra soglia. “This is exciting because it is completely new to us. We did not expect this and we are still working to understand the physics of what is happening” ha di chiarato Karl-Heinz.

Prenderò in prestito parole di un amico, Lino Calafiore, per spiegare quanto sia incredibile, nella sua grandezza, questo ascolto:

E questo mi fa pensare a quanto sia grandiosa l’umanità, così grandiosa da pensare, progettare e realizzare nell’arco di decenni una impresa di precisione millimetrica a distanze incommensurabili, e contemporaneamente fottersene e condividere apocrife vignette di Jim Morrison con la scritta tipo “se fai una cosa col cuore non te ne pentirai mai”. Siamo tutti un po’ questo e un po’ quello, ed è bellissimo.

rosetta-cometa

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Livia Di Pasquale

Cominciamo col dire che sono arrivata fino alla mia veneranda età schivando accuratamente i tuoi capolavori. Ho una sequela di "mai visto" e "mai sentito" da fare impallidire Ray Charles. Di tanto in tanto qualcuno si mette in testa di "aggiornarmi" sulla filmografia mondiale, portandomi qualche dvd "imprescindibile". Di trascinarmi al cinema, tanto, non ci sarebbe verso. Troppa gente, rumore, il fastidio di non potermi alzare quando dico io o lanciare in aria il dvd urlando "pull" mimando una schioppettata.

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