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Jurassic World. Il parco è aperto!

jurassic-worldSono passati ventidue anni dal giorno in cui John Hammond pronunciò la celebre frase “Benvenuti al Jurassic Park!“. Ed è da quel giorno che – noi appassionati di lucertoloni oversize – si attendeva un sequel degno di nota e, soprattutto, capace di farci dimenticare il non fortunatissimo Il Mondo Perduto, del 1997.

Con un largo anticipo dal rilascio della pellicola, nella fantasmagorica coreografia di CGI a manetta, Universal presenta Jurassic World, per la regia di un semi-sconosciuto Colin Trevorrow (Trevor Chi?), messo in discussione non solo dagli estimatori del genere, ma anche da Wikipedia: a quanto pare, la voce non avrebbe rilevanza enciclopedica e non meriterebbe posto nell’Olimpo dei registi epocali.

Su questo punto vorrei aprire una piccola parentesi. Steven Spielberg non è l’ultimo degli imbecilli. Neanche il penultimo. E, soprattutto, appiccica il suo nome sulla locandina come produttore esecutivo. Tecnicamente, per i non avvezzi alle figure professionali nel mondo del cinema, il produttore esecutivo copre molteplici ruoli di responsabilità: pianifica il budget, segue ogni singolo passo della produzione, e sta con il fiato sul collo di regista e attori e maestranze come una carogna sulla schiena.

In soldoni, se questo film dovesse rivelarsi un flop, il produttore esecutivo ne paga tutte le conseguenze. Se facesse il botto in sala, però, ne prende onori, glorie e – attenzione – una barca di quattrini. Pensiamo a George Lucas con Guerre Stellari, per dirne una: ne era il produttore esecutivo. E sulla magnificenza di Guerre Stellari non possiamo proferire verbo superfluo. Dire che gli è andata di fortuna sarebbe una bestemmia.

Sulla missione di guida per i registi emergenti, il buon Spielby avrebbe dichiarato: “la saggezza di un maestro non sta nel forgiare il discepolo a sua immagine, ma nel dargli i mezzi perché possa costruirne una propria“. Ok, Steve, sembri credibile, vogliamo fidarci. Chris Pratt è l’altro ignoto che ha fatto dire a molti “Chris chi?“. Ma la leggenda insegna e, sempre dalla premiata ditta Lucas-Spielberg, vorrei rievocare un “Harrison chi?“, quando fu proposto il giovanissimo Harrison Ford per vestire il ruolo del simpaticone Ian Solo.

Chris, contrariamente ad Harrison (entrato in scuola di teatro per conquistare le ragazze), intrapresa la carriera di attore aveva le idee tanto più chiare (“So che diventerò famoso. E farò un sacco di fottutissimi soldi!“). Da buon ex-wrestler, tra l’altro, non ci farà rimpiangere quel pezzo da 90 che fu Jeff Goldblum. Io ero pazza del suo Malcom nel primo capitolo della saga, credo di averci fatto su più di un sogno a luci rosse, e non sono stata l’unica.

Tornando al trailer, l’aspetto generale è meno blockbusterone con brio di molti altri simili sulla scia disaster-movie. In primis, c’è l’amore. Quell’amore incondizionato che lega la giovinezza di noi cresciuti a pane e giganteschi sauri. Quel furbacchione di Trevorrow lo sa, strizzando l’occhio anche alle nuove generazioni che non potrebbero capire le teorie sul Caos di Malcom, i gallimimus in corsa a zampe nude sull’erba e l’omaggio nostalgico alla OST di John Williams nelle ultime note.

Il cinema si sta evolvendo verso una nuova concezione narrativa, visiva e recitativa. Dobbiamo farcene una ragione e accettare anche il principio di un gruppo di scienziati che ritiene l’archeologia cento scalini sotto rispetto ai miracoli della genetica. Del resto, e senza finzioni in pellicola, i veri mostri contemporanei si generano in laboratorio. Alan Grant sarebbe inorridito.

Due specie separate da 65 milioni di anni di evoluzione, vengono a trovarsi gettate nella mischia insieme. Come potremo mai avere la ben che minima idea di che cosa possiamo aspettarci? Il mondo ha subito cambiamenti così radicali che corriamo per tenerci al passo.“.

In questo film, girato completamente in 3D, vedremo correre bestioni squamati ed esseri umani terrorizzati. Oh sì, se correranno. “[…] la prossima volta tutto si può correggere; la creazione è un atto di assoluta volontà, la prossima volta sarà impeccabile.” Disse sempre quel gioviale nonnino di John Hammond. Io non ne sarei stata così sicura.

La prossima volta sarà l’appuntamento dell’11 Giugno 2015. Preparatevi a saltare dalla poltrona. I dinosauri torneranno in sala, e – a giudicare dal trailer di Jurassic World – sembrano tanto più incazzati.

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P.S.: vi passo una dritta. Non ascoltate quei ciarlatani che scriveranno “dimenticate i T-Rex e gli adorati Velociraptor”. Ci saranno anche quelli. E già loro meriteranno il biglietto a prezzo pieno.
P.P.S.: vi passo la seconda dritta. Colin Trevorrow si sta divertendo come un bambino. Si evince dal suo account su Twitter (@colintrevorrow). Fossi in voi, darei uno sguardo alla sua timeline. Quando si lavora con passione e gioia ad un progetto, di regola, si possono produrre cose di una bellezza totale. Trevor Chi?, a mia modestissima opinione, saprà darci grandi soddisfazioni.

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