La legge dei lupi nobili – Intervista a Pierpaolo Mandetta

La legge dei lupi nobili - Intervista a Pierpaolo Mandetta

Allora stavolta si torna a parlare di un argomento già apparso precedentemente nelle nostre pagine, l’Urban Fantasy, anche se, come vedremo, in maniera diversa da quello che sembra, purtroppo da noi il genere è scivolato verso quello che ora chiamano Dark Romance , ossia la versione dei romanzetti della Harmony solo che con creature più o meno soprannaturali  come protagoniste e di solito declinato esclusivamente al femminile.10524857_563107127133390_157099930_n

Pierpaolo Mandetta no, propone  finalmente qualcosa di completamente diverso, un Urban Fantasy ambientato in Italia degno di questo nome e lontano dai nuovi stereotipi del genere, quindi in questo romanzo non troveremo belle ragazze con un basso quoziente intellettivo innamorate di vampiri anemici e contese da lupi mannari ipertrofici (ogni riferimento alla sega di Twilight è puramente voluto) e neanche licantropi  come magari il titolo potrebbe far credere e nemmeno le streghe ma….udite, udite, è la storia di un ragazzo di diciotto anni apparentemente normale che si ritrova talmente potente da avere contro sia l’inferno che il paradiso: un custode dei sogni.  

Michael Q., il protagonista, ha da poco compiuto diciotto anni e non riesce a vedere nulla di buono intorno a sé, come effettivamente molti di noi. La sua è una famiglia di provincia che lo tratta come un estraneo. Una madre insensibile e ossessionata dalle pulizie, un padre senza scrupoli che inquina l’ambiente, un fratello tossicodipendente che lo picchia.

A scuola, Michael spera solo di diplomarsi il più in fretta possibile, ritenendo inutile tutto quello che gli viene insegnato. Non va d’accordo neppure con i suoi coetanei, che vede persi dietro a svaghi frivoli e dipendenze, se non con Daniel, uno strano ragazzo arrivato da poco che si dimostra da subito gentile.

Una mattina come tante, Michael riceve la Key to Harmony, che gli permette di esplorare un mondo parallelo, l’Astrale, in cui risiedono i suoi sogni. In questo mondo vivono due entità contrapposte, un Michael bambino e Noah, un ragazzo identico a lui ma crudele e pieno di segreti, intenzionato a volersi impossessare del suo corpo. Entrambi sono dotati di poteri incredibili che agiscono attraverso Michael, e che lo rendono uno dei Guerrieri della Luce più potenti: un Custode di Sogni.

Ed infatti sono proprio i sogni la forza motrice del romanzo, fragili come farfalle ma potenti e devastanti come salve di cannone.

Questa in poche parole è la trama, durante la sua odissea Michael si troverà affiancato da due guerrieri gay (altra bella e coraggiosa sorpresa) che lo aiuteranno durante il suo faticoso percorso, pieno zeppo di rimandi e citazioni da serie come Buffy l’Ammazzavampiri e I Guerrieri Dello Zodiaco, questo libro è stato una delle migliori sorprese di quest’anno.
Dietro la storia si nasconde la metafora della crescita e del cambiamento che avviene con l’arrivo delle responsabilità, il tutto narrato con ottimo stile dal Mandetta, che è alla sua seconda opera (il primo libro è del 2012, si chiama Vagamente Suscettibili ed era una commedia).
In anteprima vi annuncio che il prossimo uscirà per le edizioni RenBooks entro la fine dell’anno e si chiama Un Cuore Satellite, stavolta niente Urban Fantasy ma un ritorno alla commedia gay… di cuore.

Quattro chiacchiere con l’Autore 

Due libri usciti ed un terzo in uscita, ognuno con una casa editrice diversa, a quanto pare la vita di un giovane scrittore non è facile in Italia, tu che ne dici?

Lungi dal dire che in Italia le cose siano semplici, mi sento però di poter dire che l’offerta di scrittori in circolazione è nettamente superiore alla domanda reale, e mi ci metto dentro anche io. I miei romanzi, poi, non li avrebbe mai pubblicati un grosso editore, per stile e contenuti poco commerciali, dunque mi ritengo molto fortunato e ringrazio le case editrici che mi hanno accolto. Sto prendendo il mio percorso come una giustissima gavetta.

Sei passato dalla commedia all’Urban Fantasy per poi tornare di nuovo alla commedia, come mai?

Da bambino ero molto timido e non avevo amici, così sono cresciuto con cartoni animati e videogiochi. A vent’anni ho sviluppato la passione per l’ironia e il sarcasmo, senza tuttavia perdere l’indole da orso. Così quando la vita sorride, scrivo commedie e sorrido assieme a essa, e quando i mesi riservano dei dolori, mi rifuggo nel fantasy per aggiustare le cose.

Nel Libro ci sono rimandi ed omaggi a serie come Buffy , Cavalieri dello Zodiaco etc etc, quali ti hanno influenzato e come mai hai reso omaggio?

Perché mi hanno allevato come tante madri, mi hanno inculcato valori in cui voglio credere. L’omaggio più grande, però, è per Gmork, il lupo de La storia infinita.

Un romanzo fortemente declinato al maschile è decisamente controcorrente, come mai?

L’unica cosa davvero controcorrente che credo ci sia in questo romanzo è la visione lucida dell’andazzo del mondo: bene e male non esistono. Esiste la sopravvivenza. E questo è un istinto che attecchisce maggiormente negli uomini, rispetto alle donne, che sono più orientate all’armonia di gruppo.

Che cosa ti piace leggere ? Hai uno scrittore o un genere preferito?

Sto accumulando un sacco di romanzi da leggere, tra fantasy e umoristici. Sto cercando di finire (in ritardissimo) il terzo volume di Hunger Games.

E-book e cartaceo, chi vince tra i due formati?

Dovrebbe l’eBook, per i costi competitivi, ma la pigrizia italiana lo sta un po’ rifiutando, ed è un peccato. Ci lamentiamo per tutta la ruggine del paese, ma l’innovazione neppure ci è simpatica.

Tra le altre cose lavori in un bar, hai magari usato qualcuno dei tuoi clienti per prendere spunto per qualche personaggio cattivo?

Non c’è niente di più crudele di un cliente al mattino che non ha ancora preso il primo caffè!

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