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Dal tramonto all’alba – La serie

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Da un po’ di tempo a questa parte ad Hollywood e dintorni è nata una nuova moda, quella del Remake/Reboot /Remodel: praticamente si prende un  film/serie tv  esistente per  girarlo da capo… il più delle volte in maniera pessima, (vedi Carrie) e la cosa, molto probabilmente, è generata dalla mancanza di nuove idee e/o  pessimi scrittori a disposizione.

L’ultima moda è dunque quella di prendere un film e farne una serie televisiva, e stavolta il colpevole del misfatto è lo stesso Robert Rodriguez , che nel 1996 aveva diretto il film originale Dal Tramonto All’Alba, da una sceneggiatura dello stesso Quentin Tarantino che si ritrovò ad interpretare uno dei due fratelli in fuga nel film.

La serie è stata ri-scritta e in parte girata dallo stesso Robert Rodriguez  per il suo canale televisivo di El Rey, ed è stata sviluppata in dieci puntate e da come sono andate le cose ho qualche dubbio che ci sarà una seconda stagione: il progetto soffre dello stesso problema della maggior parte degli adattamenti dal grande al piccolo schermo, l’allungamento del brodo. Il ritmo pressoché perfetto  dei 100 minuti scarsi del film viene dilatato nelle dieci puntate da 50 minuti circa con un effetto soporifero degno di una scatola intera di barbiturici, basti pensare che la scena iniziale del film (quella nel drugstore di circa  10 minuti) dura per ben tre puntate nella serie, e il senso dell’ironia del film originale scompare quasi del tutto a favore della noia.

Nuovi personaggi e ampliamenti dei ruoli stavolta non giocano a favore della serie, la cosa pessima è che devono passare ben sei puntate prima che succeda qualcosa e c’è da dire che qualche attore parte sconfitto in partenza: Jacob Fuller, il pastore con problemi di fede, nel film è interpretato da Harvey Keitel, mentre nella serie è  interpretato dal mono-espressivo Robert Patrick (Terminator2), mentre Kate Fuller, l’ingenua figlia interpretata da Madison Davenport nella serie se la deve vedere con la con l’innocente perversione di Juliette Lewis… semplicemente non ce la fa, infatti nella serie hanno accentuato l’aspetto angelico del personaggio accentuando gli sbadigli. Jesse Garcia è il nuovo personaggio del ranger vendicatore Freddie Gonzalez che non è presente nel film ma solo nella serie.

Seth Gecko, interpretato dal testosteronico D.J. Cotrona e Richard “Richie” Gecko, interpretato da Zane Holtz, non fanno rimpiangere la coppia George Clooney & Quentin Tarantino: sono la bella sorpresa della serie, entrambi in parte ed all’altezza dei personaggi. La palma del peggiore del cast va a Jack Busey nella parte di Sex Machine, zero ironia e cento per cento viscidume, sicuramente il fatto di aver trasformato il personaggio e averlo fatto diventare un professore pedofilo specializzato in antichi riti sacrificali non aiuta di sicuro.

La sorpresa migliore del cast rimane comunque Don Johnson nello ruolo dello sceriffo Earl McGraf, personaggio spesso presente nell’immaginario  cinematografico sia di Rodriguez che Tarantino, ma la vera boiata della serie è stata quella di eliminare l’elemento vampiri in favore di uomini rettile, con tanto di gerarchia padrone/schiavo  che rende il tutto molto più confuso e da qui l’ampiamento del ruolo della comunque splendida Santanico Pandemonium, nel film una sensuale e memorabile Salma Hayek e qui purtroppo Eiza Gonzalez, splendida anche lei ma a condizione che non apra bocca e non si muova, mentre il personaggio di Carlos che nel  film è un cameo di un famoso attore comico qui viene elevato al ruolo di “cattivo” della serie.

A questo punto  una domanda sorge spontanea: perché chi non ha visto il film dovrebbe recuperare una versione che sa di brodo allungato, e perché, viceversa, chi già conosce la storia e il film dovrebbe perdere tempo qui invece di limitarsi a rivedere il film? Perché comunque la serie ha i suoi momenti divertenti e se volete farvi  due risate potete vederla per decidere chi recita peggio.

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