Il Segnato

Il Segnato

il-segnato-poster-italia-01_midTremate, le streghe si sono (ri)svegliate (anche perché non si erano mai estinte). E sono pronte a reclamare i loro più preziosi “possedimenti”: primogeniti maschi segnati mentre erano ancora nell’utero materno da usare come catalizzatori, o vittime sacrificali, per soddismare il Male.

Le premesse di Il segnato ovvero Paranormal Activity: The Marked Ones, primo spin-off ufficiale del franchise di Oren Peli, sono intriganti. E trasportano direttamente nella vita di Jesse (Andrew Jacobs) diciottenne latino-americano fresco di diploma che si gode la spensieratezza dell’estate, tra uno scherzo con gli amici e la curiosità per la vita e l’abitazione della bruja, la strega del piano di sotto. È proprio alla morte della donna, tuttavia, il ragazzo si trova al centro di una serie di strani eventi: scoppi di forza sovrannaturale, giochi anni Ottanta che parlano come tavole Ouija, strani segni sul corpo. In una lenta progressione che porterà lui e i suoi amici a una terribile scoperta.

Documentata da una telecamera sempre accesa, secondo le regole del found footage movie, che se ai tempi di The Blair Witch Project appariva rivoluzionaria e in grado di giocare con l’inconscio e le suggestioni profonde dello spettatore, oggi risulta un mediocre esercizio di stile, un passatempo da generazione YouTube che cerca di stupire con una forma cult senza preoccuparsi della sostanza. Perché, in fondo, ciò che manca a Il segnato, diretto da Christopher Landon (Disturbia), è una storia, un racconto che possa coinvolgere, spaventare e destabilizzare. E che non si limiti a seppellire tutto in un confusionario e concitato finale, con eccesso di tremolii di inquadratura per un effetto “realistico”, in cui è improduttivo anche chiedersi semplicemente cosa accade, amplificando solo la nausea da “mal di mare”.

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