American Pie Ancora Insieme

American Pie Ancora Insieme

Il primo capitolo apparve nell’ormai lontano 1999 per esprimere la vitalità di una generazione perennemente in tempesta ormonale alle prese con la scoperta del sesso, con gli esperimenti della vita e la freschezza incosciente dell’adolescenza, in un tripudio di gag grossolane ma esilaranti, abbondanti riferimenti alla cultura pop, sceneggiature disimpegnate e situazioni paradossali. Il secondo e il terzo – oltre a una serie di spin-off realizzati esclusivamente per il mercato dell’home-video – seguono la ricerca dell’identità di adulti sempre un po’ bambini dall’esperienza dai risvolti sempre “selvaggi” del college a quella dello sbocciare di una più consapevole vita di coppia.

Il quarto e, per il momento, ultimo, è la classica storia di una reunion. La classe del 1999, ormai superata la trentina, si ritrovano per ricordare e sperare di rivivere i bei vecchi tempi, confrontandosi con successi, fallimenti e frustrazioni della cosiddetta maturità. E con gli imprevisti della vita. Il franchise di cui sopra è, ovviamente, American Pie la cui ultima manifestazione è Ancora insiemediretto da Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, e con il cast originale (Jason Biggs, Alyson Hannigan, Chris Klein, Tara Reid, Mena Suvari, Thomas Ian Nicholas, Seann William Scott, Eddie Kaye Thomas e ancora Jennifer Coolidge ed Eugene Levy) in grande spolvero.

Gli ex studenti di East Great Falls si ritrovano a tredici anni dalla fine della scuola, tormentati dalla voglia, mai sopita, di concedersi ancora festose distrazioni e la coerenza e l’impegno richiesto al loro nuovo ruolo nel mondo degli adulti, un ruolo principale i cui contorni, tuttavia, sembrano ancora vaghi e indefiniti. Impresa necessariamente condita da un umorismo brutale ma poco corrosivo e siparietti che rievocano vecchie stagioni di gloria senza più mordente e puntellata da momenti di quiete, più riflessivi e, a tratti, anche tristi. Che, paradosso dei paradossi, sono quelli che suscitano il maggiore interesse. Per una serie che fonda la propria esistenza sulle cosiddette “grasse risate”, non è propriamente un punto a favore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *