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Dente tra di Noi all'Estragon

Dente tra di Noi all’Estragon

Dente Tra di Noi all'EstragonHo conosciuto Giuseppe Peveri, per brevità (come direbbe lui) Dente, qualche anno fa. Sono andato a vederlo su consiglio di un mio caro amico che ha un notevole fiuto per scovare musica interessante e propormela a piè sospinto, in un paesino lontano lontano in provincia di Roma qualche anno fa.

Il suo cd L’amore non è bello era appena uscito. Lui era simpatico, divertito da un pubblico che chiaramente lo ignorava, nel bel mezzo di una sagra di paese e con in mano una bottiglia di vino rosso a condire uno spettacolo emozionante e toccante che ben ha attirato a sé curiosi e passanti.

Quella fu la prima volta che lo vidi in concerto: e fu subito amore.
Sono qui però a raccontarvi l’ultimo incontro, quello più recente che ho vissuto la scorsa settimana all’Estragon di Bologna.
Lo scenario è leggermente cambiato. Dente ormai riempie il Magnolia, il Circolo degli Artisti, nella scena indie italiana si è guadagnato un ruolo di tutto rispetto insieme ad altri cantanti di indubbio talento come Brunori Sas, Vasco Brondi e via discorrendo.
Mi sembra quindi ovvio andare a vedere Dente in uno dei templi del panorama musicale indie del nord Italia. L’Estragon che ho potuto già ammirare nel giugno scorso per il concerto degli Explosions in the Sky. L’Estragon che in quel venerdì era davvero affollato di ragazzine. Uno spettacolo di groupie adoranti che urlava a ogni pezzo, ogni momento un gridolino diverso.

E Dente non era nemmeno salito sul palco.

Non posso neanche dire che non me l’aspettassi, visto che ormai è la quinta volta che vedo Dente dal vivo e avevo già notato la tendenza in passato. Cito il “clima” perché secondo me è importante capirlo per comprendere a pieno l’evoluzione di questo piccolo e spettinato cantautore di Fidenza: i primi tre dischi (più un EP) erano infatti caratterizzati da un mood triste. Un triste malinconico, costellato di accordi minori, di storie dal finale triste, da coppie scoppiate per tradimenti e da tutti quei sentimenti della normalità delle nostre vite che ci venivano raccontati con piglio divertito e sagaceDentre tra di noi all'Estragon da una voce deliziosa e una chitarra ritmica non banale ma alquanto semplice da riprodurre. L’ultimo cd (Io tra di noi) invece, già dai primi ascolti, mi sembra aver intrapreso una strada leggermente differente. Come se il giovane ragazzo abbandonato, rimasto con l’anello in mano, che ha fatto in passato la cazzata più grande che ci sia abbia scoperto di recente che il “successo” porta ad avere fan e groupie a sufficienza per non restare solo. Un cambiamento testimoniato da testi più allegri, da accordi maggiori, da aperture più solari.

Ho letto su un libro che spiegava come dopo aver ascoltato i primi cd dei Radiohead ti veniva voglia di andare dal signor Thom Yorke e dirgli: “Tirati su ce la farai”. Quella è la stessa sensazione che ho ancora adesso quando ascolto Anice in Bocca o Non c’è due senza te. Direi che Dente si è tirato su a sufficienza.

Smettendo di divagare, passo a raccontarvi la setlist del prode Dente.
Una scaletta di 21 pezzi più che dignitosa, suonata bene nonostante un raffreddore importante per cui lo stesso cantante si scusa a più riprese (tra un bicchiere di vino e l’altro). L’apertura del concerto è affidata a Piccolo destino ridicolo, e ovviamente una larga parte del set è dedicata al suo ultimo lavoro che dal vivo rende molto bene con qualche eccezione (Casa tua e Io sì, che non mi avevano entusiasmato neanche in studio). Seguono in rapido ordine alcuni brani che mi aspettavo più in là nella scaletta, come Saldati (il primo singolo) e La settimana enigmatica. L’amore non è bello viene degnamente introdotto da Quel mazzolino, stravolto per l’occasione in un arrangiamento blues ritmatissimo e divertente, e da Incubo.
Il concerto prosegue su questi ritmi fino alla decima canzone. Da quel momento in poi si passa all’acustica e alle tonalità più da Dente che ci ricordiamo. Puntino sulla i svolge benissimo il compito di introdurre Baby building (salutata da me con un’ovazione), aiutato anche da luci tenui e stelline di sfondo. E’ Scanto di Sirene a risvegliarci da quest’atmosfera onirica e a riportarci nel paradiso dei giochi di parole di Dente, ci restiamo solo un po’ male che in coda viene attaccato il finale braiseleiro di Rette parallele, impedendoci di goderla appieno dal vivo.

Dente Tra di Noi all'Estragon

Il set si chiude con alcune chicche da intenditori. Viene citato Anice in bocca con Io della bellezza non me ne faccio un cazzo, ascolto per la prima volta dal vivo Sogno restandone estasiato e la prima parte di set viene chiusa con un Le cose che contano d’annata.

Ovviamente il bis c’è, annunciato come al solito scherzosamente dal cantante, ed è un esplosione di emozioni affidate a brani storici: Buon appetito con la sua velata tristezza da fine di un’epoca, L’amore non è un opinione, Beato me e l’imperdibile e immancabile Vieni a Vivere nel finale.

Rileggendola così sembrerebbe di parlare di un concerto serio, ma vi assicuro che vedere Dente dal vivo è un’esperienza prima di tutto esilarante e toccante. In egual misura infatti quell’uomo magro e traballante sulle ginocchia riesce sia a farvi ridere da matti per le sue battute non sense e per il suo modo continuo e strafottente di parlare con il pubblico, sia a farvi emozionare con parole dolci e ricercate suonate magnificamente da lui e dalla sua band.
Chiudo consigliandovi di andare a vederlo nelle date rimaste da qui a Natale.

 

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