Mozzarella Stories: una nera commedia neomelodica

Mozzarella Stories: una nera commedia neomelodica

 

Mozzarella Stories

Un film di Edoardo De Angelis. Con Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Andrea Renzi, Giampaolo Fabrizio, Tony Laudadio. continua» Commedia, durata 95 min. – Italia 2011. – Eagle Pictures uscita venerdì 23 settembre 2011.

 

Edoardo De Angelis è un regista che ama in maniera viscerale ogni singola inquadratura dei propri film. Ce n’eravamo già accorti nei due precedenti lavori Fisico da spiaggia e Mistero e Passione di Gino Pachino.

L’estetica dell’immagine, soprattutto nel primo corto, è talmente impetuosa che fa dimenticare una trama banale e fin troppo irrisoria. Il secondo corto, più strutturato e complesso, restituisce la suggestione di un lavoro minuzioso con la recitazione degli attori che comunicano credibilità e sincerità.

Quando poi gli attori sono anche bravi come i protagonisti di Mozzarella Stories, il rischio di confezionare una pellicola quasi perfetta è altissimo. Ma non si realizza se la sceneggiatura si attorciglia su se stessa nel desiderio di raccontare tanto, troppo.

Ciccio DOP ha scontato il suo debito con la giustizia e adesso vuole riprendere in mano le sorti della sua azienda casearia messa su grazie al supporto di “ommin’e’mmerd”. Ciccio DOP è il Signore dell’oro bianco, la mozzarella di bufala campana, la cui purezza viene messa in discussione dall’irruzione sul mercato di un prodotto cinese di qualità e a un prezzo decisamente concorrenziale.

Il suo universo condito da personaggi sopra le righe è ricco di passione, emotività forte e compromessi malavitosi, e quando viene sconvolto innesca un rimescolamento delle relazioni che restituisce un flusso narrativo confusionario. Troppe storie parallele, tutte bellissime e tutte sapientemente guidate da personaggi meravigliosi, intensi e pieni di potenzialità drammaturgiche. Ma si intersecano forzatamente facendo perdere ritmo al film.

Tuttavia questa “Commedia Noir a base di caglio, country campano, canzoni neomelodiche, bufale, camorra casertana e imprenditoria cinese…” è ciò che serviva al nostro cinema italiano che sta dimostrando, seppur con estrema difficoltà, di avere dentro di sé storie, personaggi e autori di ottimo livello e che non ha più bisogno di confronti con un cinema del passato grandioso ma che ha fatto il suo tempo.

Siamo stanchi delle celebrazioni dei miti della Dolce Vita e del Neorealismo che tanto prestigio ci hanno dato ma che rappresentano un’Italia che non c’è più e che ha voglia di raccontarsi diversamente per quello che è e per quello che ambisce ad essere.

 


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