Sanremo 2011, 4a serata: il ritorno della noia

Sanremo 2011, 4a serata: il ritorno della noia

Eccomi tornato nella città dei fiori e delle stonature.
Ieri sera con il colon dolorante, ho assistito al ripescaggio di Albano il Guttalax umano e della Tatangela; stasera invece si parla di duetti, si dice che due sono meglio di uno e vediamo se è vero.

Sul palco il nuovo trio mondezza formato da Sbadiglio Morandi e le due sempre più famose “Fighe di Legno” che danno i numeri come al solito.
Arriva un altro trio sul palco, Luca Barbarossa + Sgalletatta di turno e Neri Marcorè che in pratica fanno un numero di cabaret: inutili come al solito e sprecato Marcorè sul palco.

Arrivano i La Crus con Nina Zilli, la rivelazione dello scorso Sanremo: schiena a schiena e voce a voce c’è poco da migliorare, la canzone è splendida di suo e si canta sul serio.

Oddio che spavento ora tocca alla Siura Tatangela accompagnata da Loredana Indemoniata Errore che assomiglia sempre di più alla protagonista dell’esorcista, ed effettivamente canta nella stessa maniera. Il contrasto tra le due è stridente in maniera terribile, avete presente il rumore che fanno le unghie sulla lavagna, ecco… il risultato finale è quello.

Adesso invece si ride, arrivano a sorpresa Lillo & Greg che rivisitano la canzone di Pezzali in chiave swing, migliorandola decisamente. Poi purtroppo arriva veramente Max Pezzali vestito da pinguino e l’incantesimo si rompe.

Colpo di sonno improvviso, arrivano, infatti, Tricarico sul palco accompagnato dal coro Si La Do, no scusate quella era la password per entrare ad Arcore, Si La Sol …ronf.

Arriva la bella Bellucci per il marchettone su Manuale D’amore 3, raggiunta poi da Robert DeNiro: mi chiedo se ci vuole la mitica Olga Fernando per fare da traduttrice ad entrambi. Sbadiglio Morandi non ci capisce più niente e parte per la tangente con la classica intervista pallosa ed inutile: non ho parole ma chi le scrive le domande?

Si ritorna alla gara con Giusy Dulcolax Ferreri che si presenta con il cantante delle Vibrazioni: due stonati al prezzo di uno
Il look sadomaso della Ferreri è peggio del solito, prevedo intasamenti di fogne durante il loro pezzo.

Luca Madonia e Franco Battiato arrivano sul palco con Carmen Consoli, anche se L’alieno sembra sempre di più Sentimento Nuevo, ma la combinazione con la Consoli si conferma vincente e nobilita la canzone al punto giusto.

Nathalie con L’Aura, duetto o duello? Con l’intervento di L’Aura la canzone guadagna parecchio, al punto che sinceramente credo che se fosse nata così sarebbe stata perfetta.

Torna Robert DeNiro a finire il marchettone iniziato precedentemente con la Bellucci: la Canalis mette alla prova il suo inglese, ma considerando che ha gia dei problemi con l’italiano le consigliamo vivamente di desistere nel tentativo e richiamare Olga Fernando

Del tipo Morandi: “Come si dice Taxi Driver?”
Canalis “Taxi Driver.”

… potrebbe tranquillamente diventare il tormentone comico del secolo

Roberto Vecchioni raggiunto dalla PFM canta la sua disperatamente splendida Chiamami ancora Amore ed i ghirigori sonori del gruppo non fanno altro che aumentare la bellezza della canzone, poco da dire e molto da ascoltare.

Stagionati al punto giusto arrivano i Take That con The Flood.
Anche se sembra che la presenza di Robbie Williams sul palco sia stata in dubbio fino all’ultimo momento, a causa di un rimprovero da parte di Sbadiglio Morandi dopo che si era presentato in ritardo alle prove.

I tutto seguito dall’intervista imbarazzante di turno, stavolta fatta da Belin & Cagnalis… terribili come poche, entrambe guardavano Mark Owen e Sbadiglio Morandi in successione, chissà perché…

Si torna alla gara e tocca a Davide Van Der Sfroos con la sua Yanez stavolta con la Figlia Di Zucchero, Irene, la stessa che l’anno scorso fece piangere il mondo ed anche le mie orecchie.
Speravo che cantasse in italiano almeno lei ma niente, canta in dialetto e non si capisce nulla come al solito, speriamo che almeno nella serata finale mettano i sottotitoli.

Dopo Ti Sputtanerò Luca & Paolo prendono di mira Sbadiglio Morandi con Uno su Mille c’è la fa, fanno il loro mestiere, fanno ridere.

Michele Placido e Albano il Guttalax umano (scusatemi ma non c’è la faccio il richiamo del bagno è sempre più urgente): uno recita e l’altro ulula. Nonostante Albagno si limiti al ritornello, la canzone si conferma come la canzone più orrida di tutti i tempi, e l’intervento di Placido non fa che confermare che la canzone sia una vera cagata.

I ModàMarrone insieme a Francesco Renga con Arriverà, e basta che quest’ultimo apra la bocca per far capire come si canta davvero, e i ModàMarrone passano subito in secondo piano e Renga regala un finale da brivido.

Si arriva finalmente al peggio di Sanremo, i giovani: Serena Abrami l’inutile, Roberto Amadè, il truzzo, Micaela la minorenne e Raphael Gualazzi detto l’aristogatto che ha presentato l’unica canzone carina tra i giovani.

Per i limiti minimi d’età arriva per prima Micaela la minorenne, seguita dall’aristogatto Raphael Gualazzi, più musicista che cantante ma sicuramente il più bravo dei quattro arrivati in finale.

Arriva il Robertò Amadè il truzzo, e Sbadiglio Morandi allunga le mani: la cosa fa pensare. In ogni caso la voce è incostante come l’altra serata, e la canzone è inconcludente.
Per ultima Serena Abrami un filino meglio dell’altra sera, magari è meno emozionata.

A seguire i due soliti numeri riempitivi, prima di arrivare alla busta che contiene il nome del vincitore della categoria giovani, che stavolta è l’aristogatto Raphael Gualazzi.

Una volta tanto pubblico e critica sono d’accordo, l’aristogatto Raphael Gualazzi vince sia il premio della stampa che il premio della critica Mia Martini.

Trombati alla grande Tricarico e Max Pezzali, che passa letteralmente ai titoli di coda, il tutto tra le proteste del pubblico che fischia sonoramente.

Secondo voi chi vince?

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