I dolori del giovane Zuckerberg

I dolori del giovane Zuckerberg

Un ragazzo al college. Le ambizioni di quell’età, i primi amori, le prime delusioni.
La consapevolezza che la differenza di classe fa… la differenza.
La consapevolezza della propria genialità, e forse la troppa leggerezza con cui si muovono i primi passi nel mondo del lavoro e delle idee.

Questo in breve ciò che racconta “The Social Network”, il film sulla nascita di Facebook e sulla figura (controversa?) di Mark Zuckerberg.

Non c’è nessuna demonizzazione della rete, nessuna accusa, nessuna stereotipazione del più giovane miliardario del mondo, nessuna analisi di marketing: è solo la storia di un “nerd“, di un ragazzo come tanti, geniale come tanti che per gioco, intuizione e ambizione, facendo anche parecchi passi falsi, è riuscito a costruire un impero.

Oserei chiamare questo film “I dolori del giovane Zuckerberg” (puristi, datemi anche fuoco ora), dove, invece del romanzo epistolare, viene descritta la vita del giovane Mark a colpi di blog, dove si fanno i conti con la leggerezza con cui si lasciano le informazioni in rete, con la voglia di socializzare, di comunicare, con le ambizioni e le paure.

La parte che mi ha intrigata di più è stata quando, da esperienze di vita reale (come il cercare di scoprire se una ragazza del proprio corso fosse impegnata o meno) venivano spunti per implementare la piattaforma di networking (relationship, interested in, looking for).
Perché alla fine il social network non è che questo: la trasposizione di esigenze reali, in forma digitale… con tutti i problemi e le accelerazioni che la rete impone a qualsiasi processo.

Jesse Eisenberg @ Lancia CafèHo avuto l’occasione di vedere il film il lingua originale al Festival del Cinema di Roma e di assistere alle interviste al protagonista Jesse Eisenberg al Lancia Cafè.

Carino, disponibile, ma anche impassibile e distaccato come il personaggio da lui interpretato, Jesse si è lasciato travolgere dalle domande dei giornalisti.

Troppo spesso ho avuto l’impressione che le persone intervenute per l’intervista, volessero da lui le risposte ai problemi legati al nuovo uso dei social network, come se davanti a loro ci fosse il vero Zuckerberg, e non che fossero interessati alla persona, sia dell’attore che del personaggio interpretato.

In conclusione

“Il film dell’anno.” Così Peter Travers del Rolling Stones ha definito “The Social Network”.
Forse è un po’ esagerato, ma è un film da vedere: bravi gli interpreti e la fotografia, incalzanti i dialoghi e la sceneggiatura… ovviamente consiglio di vederlo in lingua originale, perché già dai trailer in italiano ho visto che ha perso molto della caratterizzazione del personaggio.

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