Complimenti per la festa di Sebastiano Luca Insinga

Complimenti per la festa di Sebastiano Luca Insinga

Il 1994 fu un anno di grandi rivoluzioni e contro-rivoluzioni (queste ultime chiamatele pure involuzioni). Kurt Cobain, adorato leader dei Nirvana, si spara un colpo di fucile alla tempia nella sua casa di Seattle. A Mogadiscio la giornalista italiana Ilaria Alpi cade vittima di un agguato insieme al suo cameraman. François Mitterrand ed Elisabetta II inaugurano l’Eurotunnel, collegamento sottomarino che unisce Francia e Gran Bretagna. Con un messaggio video Silvio Berlusconi annuncia la sua discesa in politica autoproclamandosi salvatore dell’Italia e degli italiani. Michael Schumacher conquista il suo primo titolo in formula 1 nonostante un incidente che costringe la ritiro lui e il rivale Damon Hill. E, nei locali di un Paese che naviga costantemente a velocità di crociera, un’esplosione sonora, portatrice sana di rigenerazione e rinnovamento, dà la sveglia a menti e orecchie assopite. Un’esplosione generata in parte anche da un disco uscito il 13 maggio di quell’anno e chiamato – vero e proprio caso di nomen omenCatartica.

marlenekuntz Inizia con una rapidissima sequenza di frammenti in stile “un anno nella vita”, Complimenti per la festa, documentario che Sebastiano Luca Insinga dedica ai Marlene Kuntz e al ventesimo compleanno del loro disco d’esordio (e che inaugura la rassegna romana Wanted Quirinetta – Il cinema al centro, realizzata dal Teatro Qurinetta in collaborazione con la Wanted). Un racconto per immagini che scandisce, nella sua linearità ed estrema semplicità, un doppio tempo. Il primo, quello di un gruppo di quasi trentenni del cuneese che cercano di portare fuori provincia il loro post-rock infatuato del noise dei Sonic Youth e cantato in italiano, in cui la furia è un’esigenza espressiva che sovrasta tutto, si muove in territori semi sconosciuti, scoppia in sperimentazione. Il secondo, quello di musicisti ormai prossimi ai cinquanta che, a distanza di due decenni, con immutato amore riportano su un palco quel disco, in un tour – Catartica 994/014 – di ventuno date. Tornando a occupare uno spazio rimasto sempre vuoto.

Nel mezzo, un puzzle di ricordi personali, filmati d’archivio, aneddoti da vita on the road, riflessioni sullo stato del rock tricolore ieri e oggi, trame sottili e testimonianze di amici e collaboratori (da Gianni Maroccolo a Giovanni Lindo Ferretti) che tracciano il ritratto nostalgico ma non tropo di un’età dell’oro, un’epoca in cui si cercava di costruire un linguaggio comune, di rompere le pareti di nicchie fino a quel momento indistruttibili, di generare un fenomeno sociale. Qualcosa che attualmente è impossibile (ri)creare. A quanto pare nessuno – lo ribadiscono Godano e soci e lo afferma anche Insinga, come esponente di un’altra generazione – sembra aver raccolto il testimone e aver tagliato il traguardo.

 

20094_origComplimenti per la Festa
Regia di Sebastiano Luca Insinga
(Italia, 2016, 73’)

2 commenti


  1. He is now a martyr. What do the widespread demonstrations tell you? I don't know about you but the riots tell me that he was not all that important. The demonstrators were not fanatics looking for a conservative Islamic regime. They were ordinary people looking for freedom. The demographics are dire for the Arab ruling classes just as they were for Louis XVI and his regime.

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