Suono e silenzio nello spazio, la colonna sonora (e non) di Interstellar

Suono e silenzio nello spazio, la colonna sonora (e non) di Interstellar

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Uno degli aspetti più interessanti di Interstellar è l’uso del suono. Dagli effetti sonori all’interno del film fino alla sua colonna sonora.
Da sempre, nei film di fantascienza, gli effetti sonori dei propulsori dei razzi o delle battaglie nello spazio erano rappresentati con suoni assordanti. Niente di più sbagliato: “Il suono non viaggia nello spazio, ed utilizzare gli effetti sonori per l’ambiente circostante ne avrebbe tradito la veridicità”, osserva Nolan, il regista.

Il lavoro di Nolan svolto con il sound designer nonché supervisione al montaggio sonoro Richard King al film, si è trasformato in un silenzio assoluto. “Visivamente, siamo stati in grado di sottolineare l’effetto claustrofobico delle navicelle, mettendo in contrasto un ambiente confinato contro la vastità dello spazio fuori dalle finestre, quindi anche con il suono si doveva dare la stessa sensazione”, rivela Nolan. “Ogni volta che cala questo silenzio assoluto, sembra che nella stanza manchi l’aria. È un richiamo continuo all’idea che, al di fuori di queste mura di metallo, ci sia un ambiente alieno ostile, e se qualcosa va storto, la morte istantanea è certa. Così, per descrivere un’emozione profonda, il silenzio totale in un film si è rivelata essere la scelta più stimolante”.

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Un contrasto evidenziato anche con la musica della colonna sonora del film. Protagonista è il compositore Hans Zimmer, che con questo lungometraggio firma la sua quinta collaborazione con Nolan (“Inception”, “Il Cavaliere Oscuro” e “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno” e il film di Guy Ritchie, “Sherlock Holmes: Gioco D’Ombre”), avendo all’attivo la creazione di colonne sonore per più di 100 film. Nella sua carriera ha ottenuto un Academy Award, due Golden Globe, tre Grammy, un American Music Award e un Tony Award. Nel 2003, l’ASCAP gli ha riconosciuto il prestigioso Henry Mancini Award, per l’impressionante apporto artistico derivato dal suo influente lavoro. Ha inoltre ottenuto la sua ‘Stella’ sulla celeberrima Walk of Fame di Los Angeles, nel 2010.
Fra i suoi lavori più recenti troviamo: “Son of God”; “Storia d’Inverno”; “The Amazing Spider-Man 2”; ”Transformers 4: L’Era dell’Estinzione”; “12 Anni Shiavo”, di Steve McQueen; “Rush”, di Ron Howard; “L’Uomo d’Acciaio”, di Zack Snyder; la miniserie di History Channel, “The Bible”.

Christopher Nolan dice di lui: “Ci sono momenti in cui Hans sceglie un approccio delicato ed intimo con la musica, quando invece ci si aspetterebbe un ritmo pomposo ed altisonante, e viceversa che è un modo molto naturale per attirare l’attenzione del pubblico sulle scene che hanno di fronte, e talvolta rappresenta un semplice contrasto tra la dimensione umana e la scala interstellare”.

Tra le interpretazioni vocali della alternante grandiosa ed intima colonna sonora del film, c’ è un breve pezzo intitolato “Day One”, ispirato a un’ insolita proposta di Nolan fatta al compositore. “Hans è una parte molto importante del mio team creativo, e nel caso di questo film, gli ho chiesto di scrivere le musiche prima ancora di cominciare a ri-scrivere la sceneggiatura”, spiega Nolan. “L’ho tenuto all’oscuro di tutto, anche sul genere di questo film”.
Il regista ha dato seguito alla sua proposta con una busta contenente il dattiloscritto di una breve scena. Zimmer ricorda: “Era la storia meravigliosa di un padre e del suo rapporto con il figlio; e mi ha molto colpito, perché mio figlio non vuole diventare un musicista – e sogna di fare lo scienziato – era evidente che Chris aveva toccato tutti i tasti giusti con me”.

Il compositore si è seduto al pianoforte e ha cercato di ricordare le emozioni che vissuto da padre. Poco dopo, Nolan è venuto a sentire quel che aveva composto. Zimmer ricorda: “Gli ho chiesto cosa ne pensasse, e lui ha detto: ‘Beh, suppongo che ora farò sicuramente meglio il film’. E ‘stato solo allora che ha iniziato a descrivere questo film epico, e ho scoperto che non si trattava di un figlio, ma di una figlia. Ma per lui questo piccolo angolo d’intimità della mia esperienza con mio figlio, è racchiuso al centro della storia. E nel plasmare la colonna sonora, abbiamo scoperto che man mano che nella narrazione ci si allontana dalla Terra, si tornava ad evocare l’emozione di quel momento”.

http://youtu.be/uXrGu_TB8F4

La spina dorsale della colonna sonora è composta da un organo, uno strumento che considera un trionfo dell’ invenzione umana. “L’organo racchiude un elemento umano, perché ha bisogno del soffio per emettere il suono”, dice. “Su ogni nota, si sente il respiro, ed all’apice del suono si avverte l’impeto dell’aria nell’ambiente che segue il plesso solare fino a far vibrare le finestre. Così, pur trattandosi di uno strumento complesso tecnologico, crea suoni di una qualità molto primordiale”. Insieme a un coro di strumenti – fiati, archi, pianoforte ed ottoni – che, come l’organo, appartengono ad un’epoca in cui gli strumenti venivano suonati in modo analogico e meccanico, piuttosto che generati digitalmente con l’idea di coinvolgere dei musicisti di talento che con i loro strumenti emulassero i suoni terreni  – un riferimento costante che il protagonista del film cerca di serbare dentro di sé, ma che rischia di perdere con il trascorrere della permanenza nello spazio.

Il foro dell’esecuzione di questi suoni è stato il Temple Church, una chiesa attiva del XII secolo nel cuore di Londra. “Il punto centrale della sua architettura è quello di trasportarci in altri mondi, e quindi abbiamo voluto sfruttare la qualità dei suoi spazi per farci trascinare in questo viaggio”. Zimmer ha riunito un’orchestra di artisti di fama mondiale, e li ha invitati a personalizzare la musica attraverso i loro strumenti, spesso secolari.
Dopo 45 sessioni sottoposte a Nolan, la musica è passata al mixaggio, in cui il regista ha lavorato assieme a Zimmer, King ed il supervisore al montaggio musicale Alex Gibson per armonizzare i suoni con le immagini. Nolan osserva: “Hans è partito dalle emozioni alla base della storia, ed è andato ampliandole, ottenendo dei risultati tra i più eleganti del suo lavoro. E’ davvero una colonna sonora straordinaria, e totalmente diversa da tutto ciò che abbiamo fatto insieme precedentemente”.

E alla fine, anche per il compositore scrivere la musica in maniera inversa, e lasciare che il film stesso fosse il direttore d’orchestra, è stata una rivelazione.

La colonna sonora di Interstellar sarà disponibile dal 17 novembre in tre diverse configurazioni di cui una denominata “Illuminated Star Projection Edition” con speciali contenuti bonus.
Su YouTube è disponibile una playlist che verrà probabilmente rilasciata in anteprima.

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