The Leftovers, visto per voi

The Leftovers, visto per voi

unnamedQuando si ha una diversa dimensione nella quale concepire la misurazione dei fatti, come succede a me, è necessario selezionare le serie TV da godersi nel poco tempo libero che rimane.
E siccome sono cresciuta ai confini della realtà guardando X-Files, ho sempre la tendenza a scegliere fra le serie TV quelle che mi promettono di tenermi incollata allo schermo per trama e contenuti. Magari scientifici, o fantascientifici.
Ecco perché adoro sia Walter Bishop che il suo alter ego alternativo.

Ho messo quindi in attesa la visione dei “must” delle serie TV, quelle che se non le guardi non sei nessuno e non puoi capire tre quarti dei riferimenti sui social, e ho scelto di approcciare The Leftovers, di cui vi avevamo sciorinato i 10 buoni motivi per seguirlo. Rigorosamente in lingua originale.

Per 10 puntate mi ha tenuta incollata quel senso costante di “adesso succede qualcosa che mi farà capire tutto”, fino all’ultimo secondo del finale di serie, in una serie alternata di emozioni fra incredulità, solidarietà, ansia, sollievo, repulsione, sorpresa.

L’atmosfera generale di The Leftovers è tuttavia tendenzialmente angosciante, sin dalla puntata pilota che fa partire gli eventi mostrandoci un flashback di 3 anni prima. Durante queste immagini concitate prendiamo coscienza di quello che in realtà è il punto di origine della serie, quando in una piccola città vicino a New York, conosciuta come Mapleton, senza apparente motivo una parte della popolazione residente semplicemente sparisce all’improvviso.

Un bambino lagnoso perché la madre non lo ascolta. Due bambini i cui capricci sono conseguenza della mancanza di comunicazione fra i genitori. Il padre di questi due bambini, che si scopre poi essere un adultero. Più un altro centinaio di persone circa, con differenti caratteristiche, sesso, cultura, occupazione, posizione sociale.

Di questa sparizione non viene – ovviamente – mai fornita una spiegazione. Si rimane affascinati, sconvolti, increduli fino al momento in cui una lieve percezione sembra prendere forma. Ma nessuna garanzia che il nostro sospetto sia fondato.
In seguito alle misteriose sparizioni ai “sopravvissuti” resta in eredità un compito pesante come un macigno: il dover affrontare i sensi di colpa, le questioni rimaste in sospeso, le scoperte che lacerano l’anima e la rabbia di chi non può spiegarsi i motivi di quanto accaduto, nemmeno con la spiritualità.

the-leftovers-guiltyParallelamente alla lotta interiore dei cittadini di Mapleton si svolgono altre storie, ugualmente inspiegate, ugualmente confuse, come uno qualsiasi dei riferimenti onirici di Lynch.
Dal capo della polizia locale che mal si districa fra i propri guai familiari ed i principi morali che lo dilaniano, al guru/messia/invasato che feconda attraenti ragazze asiatiche promettendo loro che genereranno il nuovo “The One” fino all’attraente signora Durst che per lavoro intervista i familiari delle persone scomparse alla ricerca di punti in comune che aiutino a fornire una spiegazione dell’evento relativo alla scomparsa di tutte quelle persone, mentre nel tempo libero scaccia i propri demoni interiori giocando con una rivoltella.

Sullo sfondo di questo caos emotivo si muove un gruppo di persone – possiamo quasi definirla setta – vestite di bianco, dall’aspetto perennemente sfatto.
La caratteristica principale di questi “guilty remnants – colpevoli sopravvissuti” è che comunicano tra di loro e col mondo esterno scrivendo anziché parlare.
Fumano tutto il giorno e mentre consumano gli alberi dell’Amazzonia per comunicare a monosillabi, seguono e osservano in maniera molesta alcune persone salvo poi fare incursioni notturne nelle case dei cittadini di Mapleton, provocando ogni volta un crescendo di rabbia e rancore che sfociano violentemente nell’ultima puntata.

Terminata questa prima stagione sto inspiegabilmente aspettando la seconda; inevitabilmente perché voglio sapere dove diavolo sono finiti tutti e anche perché i tatuaggi del capo della polizia meritano una visione più attenta.

The-leftovers-tattoo

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