Planet Terror, Rodriguez e il kitsch

Planet Terror, Rodriguez e il kitsch

In genere gli amici tentano di farmi vedere sonore cazzate, quei polpettoni cinefighetti da hipster incompresi. E in genere va a finire che quando dico “mi fa cagare” mi rispondono che non capisco niente di cinema. Ma tu almeno questo lo sai già.

Semel in anno qualcuno azzecca un film. Ed è lì che mi gaso.
Tipo un mesetto fa, quando mi hanno detto, con il solito fare: “non hai maaaai viiiisto rodriiiiiguez?!? Ma è *imprescindiiiiibile*”. A questo punto avevo già messo su la mia faccia più orrendamente scettica ed ero pronta al solito film con la trama pensata da bugs bunny ma scritta da Rosy Bindi quando vuol fare la simpa.

E invece, Planet Terror.
Una rivelazione. La rappresentazione in terra del kitsch filmico, in un virtuosismo di regia e di scrittura che non avrei mai immaginato. Perché il film riunisce più d’uno dei punti essenziali per piacere a me: una trama, o anche due, un genere egregiamente eseguito, qualunque esso sia (sì, vale anche per i film d’ammmmore), una scrittura dei dialoghi brillante, un plot twist totalmente inaspettato, e l’imprevedibilità dell’andamento.

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L’inizio buffo, col trailer di un film in quel momento non esistente, avrebbe dovuto darmi un indizio. Superati i primi dieci minuti in cui sembrava un normale b-movie che scimmiottava gli anni 70 e con una trama stratelefonata (ciao, il tizio sta per morire), è iniziato il delirio. Tutti gli stereotipi dei classici film splatter mescolati insieme con una enorme carica di sarcasmo e la capacità di portare all’estremo ogni situazione, sia dal punto di vista della trama che della regia.

Lo so, tu saccentone mi dirai che è stato spezzato in due parti, era Grindhouse che poi invece è diventato da un lato Death proof e dall’altro Planet terror. Due episodi, uno di Tarantino, uno di Rodriguez. Che andrebbero visti tutti e due o almeno insieme, per completezza, per capirli. Io invece mi fermo a questo.

planet-terrorPerché anche solo in questo c’è già tutto: gli zombie, la fanciulla, il gruppo di superstiti che si asserraglia, le morti eroiche, la sottotrama amorosa, la recitazione sopra le righe. Tutto il repertorio, ma nulla come si potrebbe aspettare, ogni elemento talmente estremizzato da diventare kitsch e giungere alla perfezione che solo l’assurdo può avere.
Insomma, un film meraviglioso.

Rose McGowan titaneggia in un ruolo che sembra fatto apposta per lei, e forse lo è, considerato l’amore di Rodriguez per far recitare amici e parenti (il figlio, per esempio, che verrà coinvolto in tutto il film in una trama alternativa, mentre in quella che vediamo noi muore praticamente subito, il suo dottore che fa il dottore, recita perfino l’agente immobiliare).

Io te lo dico, guardalo. Ché non puoi continuare a vivere ostentando che ti piace solo La nausea di Sartre, fai la cortesia. Lo so che sotto la copertina ci nascondi le barzellette di Totti. Questo è meglio.

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Livia Di Pasquale

Cominciamo col dire che sono arrivata fino alla mia veneranda età schivando accuratamente i tuoi capolavori. Ho una sequela di "mai visto" e "mai sentito" da fare impallidire Ray Charles. Di tanto in tanto qualcuno si mette in testa di "aggiornarmi" sulla filmografia mondiale, portandomi qualche dvd "imprescindibile". Di trascinarmi al cinema, tanto, non ci sarebbe verso. Troppa gente, rumore, il fastidio di non potermi alzare quando dico io o lanciare in aria il dvd urlando "pull" mimando una schioppettata.

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