Alla scoperta del metal: intervista ai Fenisia

Alla scoperta del metal: intervista ai Fenisia

Fenisia 2Le radio trasmettono pop, le case discografiche producono pop, la maggior parte del pubblico italiano ascolta solo musica pop. Partendo dal presupposto che non ho nulla contro queste genere, è indubbio come la sua massiccia presenza nel Bel Paese impedisca la trasmissione e la conoscenza di altri generi musicali – e non venite a dirmi che Vasco e Ligabue fanno la differenza, hanno appeso il rock al chiodo e adattato il loro stile in base a quello che il “mercato principale” richiede. La mia ambiziosa campagna Oltre il pop c’è di più vuole portare in luce l’esistenza di altre sonorità completamente sconosciute alle orecchie del pubblico radiofonico, costretto ad ascoltare ripetutamente le principali Hit del momento (ovviamente catalogabili nella sfera del pop). Sperimentazione e mescolanza sono le parole chiave di ogni mercato discografico che si rispetti e di questa campagna, come amo ironicamente definirla. E non esiste modo migliore di investigare nuovi generi se non quello di chiedere direttamente alla fonte. Dopo l’intervista al promettente batterista dell’Umbria Jazz e al re della fisarmonica, è giunto il momento di passare al terzo capitolo di questa vicenda: il metal. Non essendo un’esperta in materia – ci tengo a presentarvi solo fonti di prima scelta – ho fatto il terzo grado al gruppo metal, rigorosamente nostrano, che da mesi controlla i primi posti della classifica Reverbnation e che a breve si esibirà al Rometal MMXIV, festival capitolino dedicato al metal: i Fenisia. Il leader del gruppo, Nic Ciaz, ci ha raccontato chi sono i Fenisia e perché hanno scelto di fare metal in un mondo pop.

P.S.: Astenersi dalla lettura se votati al pop.

 

Domanda di routine: chi sono i Fenisia?

Nic Ciaz, voce e chitarra solista; Lian Ciaz, chitarra ritmica; Liquido, bassista; Tig Smith, batterista (ndr, sono dei nomi d’arte ovviamente).

Come e quando nasce il gruppo?

Tra il 2007 e il 2008, è stato come rinascere. Infatti le basi dell’ attuale formazione provengo da un passato ormai lontano, è questo uno dei principali motivi per cui abbiamo scelto di chiamarci Fenisia. Ovviamente il nome del gruppo deriva da Fenice, più precisamente ci siamo ispirati al luogo immaginario dove muore e poi risorge.

Perché avete scelto di fare metal in un contesto musicale in cui a farla da padrone sono sonorità più morbide?

Proprio per distinguerci potrei rispondere, ma in realtà non è così. Stiamo facendo esattamente ciò che amiamo fare di più: creiamo e suoniamo quello che ci ha sempre affascinato, un hard rock ai confini con il metal. Il resto sarebbe stato solo una costrizione, uno sforzo che quasi certamente non ci avrebbe portato da nessuna parte e che, probabilmente, ci avrebbe diviso. È noto infatti che le vere passioni accomunano le persone e spesso generano legami indissolubili, come è successo a noi.

In una recente intervista per Tempi Dispari avete dichiarato di fare “metal illuminista”. Potete spiegare meglio il concetto?

Per quanto arduo è sempre un piacere rispondere a questa domanda. Sappiamo che in un brano ci sono due fondamentali contenuti: la melodia e il testo. Quest’ultimo, per quanto ci riguarda, ne è anche la filosofia e il pensiero della band. La combinazione del sound, che verte in un hard rock a sfondo metal, affiancata ad un ideale che trae le sue origini dalla razionalità, figlia dell’Illuminismo, genera il nostro Enlightened Metal. Inoltre, il concetto illuministico ci accompagna a partire dal nostro nome e dalla celebrazione della Fenice. Se da un lato la simbologia è affine all’essere unici nel proprio vivere e creare, di Fenice ne esiste sempre un unico esemplare e da qui l’appellativo “semper eadem” (sempre la medesima). Senza contare che la mitologia incorona l’uccello sacro come emblema della Sapienza e le nostre idee sposano perfettamente questo pensiero. Il tutto sfocia poi nel motto illuministico diImmanuel Kant “sapere aude” (il coraggio di essere saggio). Diciamo che tutti i testi dei Fenisia si sviluppano intorno alle idee di questo movimento. In particolare l’album Lucifer racchiude il pensiero illuminista: dieci brani dal sapore melodico del Southern Rock, contornati da un Metal possente e costellato di messaggi affini alle radici delle idee illuministe e scientifiche.

Siete tra i primi posti in classifica su Roma secondo i dati di Reverbnation. Oltre a una maggiore visibilità, quali altri incentivi vi ha permesso di raggiungere questo risultato?

Un’ottima connessione tra i nostri siti e il pubblico di internet. Tutte le news sul gruppo raggiungono velocemente i siti interessati. L’ interazione istantanea è necessaria per farci conoscere e Reverbnationsi è dimostrato uno strumento fondamentale in questo senso.

Soddisfiamo la curiosità dei vostri fan. A quando il prossimo album?

Il prossimo album uscirà ad ottobre, preceduto da un video e da due live che utilizzeremo per presentarlo al pubblico. Naturalmente è incentrato su concetti di stampo illuminista, come era già successo per Lucifer. Il nome sarà Fenisia Cafè, proprio come i luoghi – il principale era il Cafè Le Procope di Parigi – dove i fondatori dell’illuminismo, in segretezza, si incontravano e si consultavano.

Sogno nel cassetto di una rockstar?

Senza essere pretenziosi e scontati, direi che una bella tournée negli Stati Uniti sarebbe un grande risultato e un’ immensa soddisfazione.

 

Per essere sempre aggiornati sull’attività dei Fenisia consultare il sito http://www.fenisia.com/

 

Alla prossima puntata della campagna non convenzionale Oltre il pop c’è di più

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