Her, la coscienza di Siri

Her, la coscienza di Siri

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Immagina (puoi) un mondo dove siamo tutti iperconnessi. Un mondo dove vedi gente per strada, sola, ma con un orecchio e lo sguardo proiettati verso altri scenari, altre vite, altre informazioni.
Immagina un sistema operativo che ti faccia da assistente personale, ti legga la posta, ti ricordi gli appuntamenti, ti organizzi la vita, il tutto in un piccolo parallelepipedo da portare sempre in tasca. Tanto da diventare insostituibile, tanto da innamorarsi.

Questo è il mondo di “Her“, l’ultimo film di Spike Jonze, con protagonista un allampanato Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson, nel ruolo di una novella Siri dotata di coscienza.
Un mondo non così distante dal nostro, dove la tecnologia pervade le nostre vite a tal punto da diventarne dipendenti, da creare una relazione con essa.

Ed è questo che accade, quando il sistema operativo Samantha viene installato nel computer e nella vita di Theodore Twombly.
Una relazione talmente assurda da non poter essere raccontata agli amici increduli, ma assolutamente normale e spontanea agli occhi di chi la vive e sperimenta. Una relazione che attraversa con naturalità tutte le fasi di un rapporto d’amore: la seduzione, l’infatuazione, la condivisione, la crescita fino al distacco per le esigenze divenute troppo dissimili.

I sentimenti sono i veri protagonisti del film, trattati con delicatezza, con la necessaria cura che si dedica agli equilibri fragili.
E’ un’ode alle relazioni, di qualsiasi genere esse siano. Perché l’uomo è un animale sociale, e non è fatto per stare solo, a costo di utilizzare un surrogato come la tecnologia. Ma siamo proprio sicuri che si tratti di un surrogato nel momento in cui dietro a una macchina esiste una coscienza?

E’ la necessità di condividere la propria vita e le proprie esperienze con qualcuno, o con qualcosa, o – come accade ora – con i propri follower attraverso i social network. La ricerca di una coscienza collettiva, di una comunità in ascolto, semplicemente l’esigenza di sentirsi meno soli sfruttando la tecnologia, la portabilità di uno smartphone, le notifiche social.
Sfido chiunque a non riconoscersi durante il controllo delle email, nelle telefonate, o nel guardare un tramonto condividendolo attraverso la lente del proprio device: che dall’altra parte ci sia una persona in chat, un sistema operativo o la community di Instagram poco importa, è una condivisione, è una relazione.

Dopo essersi aggiudicato un Golden Globe e un Writers Guild Of America Award (WGA) per la sceneggiatura, il film – in uscita nelle sale italiane per il 13 marzo 2014 – è in attesa di scoprire quante delle 5 candidature agli Oscar 2014 riceveranno l’ambita statuetta.

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Valentina Cinelli

Mr. Orange / The Art Director Art Director, Web Editor, New Media Consultant. Alleva sampietrini, coltiva gatti sul tetto di casa, e beve caffè solo per il gusto di fotografarlo. Citazione preferita: "Finalmente soli. Ah! mi sa che forse ho parcheggiato in divieto di sosta." da Le Iene

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