Le Belve

Le Belve

E’ stato presentato in questi giorni in anteprima a Roma il nuovo lavoro di Oliver Stone Le Belve (Savages), tratto dall’omonimo romanzo di Don Winslow. Cast stellare, con i tre “veterani” Salma Hayek, John Travolta e -al solito strepitoso- Benicio Del Toro, affiancati dai tre bravissimi “giovani” Blake Lively (Gossip Girl), Taylor Kitsch e Aaron Taylor-Johnson. Una storia di droga tra la California e il Messico, dal 25 ottobre al cinema, che non mancherà di sconvolgere.

Una sceneggiatura attuale, una situazione “fresca e senza luoghi comuni” e con dei personaggi tutti da scoprire, queste le prime parole di John Travolta sul film e sul ruolo che gli è stato affidato da Stone.
Un lavoro realizzato dal regista con lo scrittore Winslow, un tira e molla tra i due per i cambi fortemente voluti da Stone, con il finale “sorpresa”, un personaggio che non muore (Travolta) e una sola voce narrante, quella di O. (Blake Lively). Un film a tratti pulp, un po’ “western con tanti elicotteri” (Stone in conferenza stampa), una storia d’amore e un noir sui generis: Le Belve raccoglie generi diversi e li mescola grazie al sapiente lavoro del regista. Che, al solito, spinge gli attori a performance mozzafiato.
Ben (Taylor-Johnson) e Chon (Kitsch) vivono a Laguna Beach, California, producendo la migliore erba della storia (con il 33% di THC): il primo, un botanico “buddista buono” impegnato a salvare il mondo e il secondo, Chon, ex Navy Seal ed ex mercenario, il “buddista cattivo”. Con loro vive O. (Lively), prototipo di bionda californiana bellissima e innamoratissima di entrambi. La storia che vediamo è narrata in prima persona proprio da lei, ma le sue prime parole non lasciano molta speranza: “Il fatto che io ti stia raccontando questa storia non significa che alla fine ne esca viva. E’ una di quelle storie in cui le cose vanno fuori controllo”. Già, perché a turbare la loro vita arriva il cartello messicano Baja, con a capo Elena “La Reina” (Hayek), affiancata dal violento scagnozzo Lado (Del Toro) e dall’avvocato Alex (Bichir). Vogliono il controllo del traffico di marijuana dei ragazzi: ma nessuno puo’ opporsi alle Reina senza sacrificare qualcosa. Un viscido agente della DEA, Dennis (Travolta) avrà un ruolo ambiguo nella storia.

Nessuno è salvo in questa storia, Savages lo sono tutti, e Stone la vede nello stesso modo: “La lotta alla droga, in America, dura da quarant’anni con gran dispendio di denaro ma non ha prodotto risultati. E c’è ancora confusione su chi,tra spacciatore e consumatore, sia il vero cattivo. Intanto continuano le guerre in Iraq e in Afghanistan, ho vissuto tutta la mia vita in guerra, e in questo scenario è difficile immaginarsi un futuro”.
Se non si agisce per la comunità, ma per un tornaconto personale, allora si diventa selvaggi” aggiunge la Hayek in conferenza stampa. “Dobbiamo cambiare, ho la speranza che andando a vedere il film gli spettatori capiscano che ogni volta che si acquista droga qualcuno muore. E chi acquista partecipa a questo versamento di sangue. Il film è violento, ma quello che dovrebbe preoccupare è la violenza reale. Non dobbiamo agire come robot, dobbiamo essere consapevoli delle nostre azioni”.
A proposito del lavoro con Benicio Del Toro, Oliver Stone racconta della sua ossessione per i dettagli, dello schiaffo che Salma Hayek ha dovuto ripetere “più forte!” incitato da Del Toro, e John Travolta ha aggiunto che: “ Benicio mi ha fatto lavorare con lo sguardo. In una scena tra i nostri personaggi ho dovuto realmente convincerlo con i miei occhi delle mie parole”.
Un film di solitudini e violenze, luce e buio e un Oliver Stone assolutamente convincente, che ora è impegnato in un progetto di documentari “La storia mai raccontata degli Usa”, realizzato con l’aiuto di storiografi e politologi che si vedrà in America dal 12 novembre prossimo.

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