Il mio sangue è pieno di spine

Ilaria Giacobbi 18 giugno 2012 0 457 viste

Il tema del viaggio nell’oltretomba è un vero e proprio topos letterario, un archetipo universale presente nella letteratura di tutti i tempi, ma è, soprattutto un percorso che si svolge in uno spazio “circolare”: inizia e finisce, nello stesso punto. Il primo esempio di viaggio surreale si ritrova nel ciclo di storie di Gilgamesh, il leggendario re della città di Uruk, quasi superfluo citare Virgilio o Dante Alighieri.. doveroso oggi menzionare Tiziana Betto che con il suo romanzo Il mio sangue è pieno di spine (edito da Mapical), ci accompagna in un insolito percorso nell’ al di là volto all’ analisi dell’ animo femminile attraverso gli occhi e le parole del protagonista: il cuoco Milo.
Tiziana Betto si è laureata in Giurisprudenza e ha svolto attività di pubbliche relazioni per una grande azienda di comunicazione, ha pubblicato un volumetto di poesie dal titolo Tornerai dalla Caccia e una serie di racconti del mistero, che hanno come protagonista una pianta ogni volta diversa, sulla rivista Hortus. Zuppa di Pesce è il suo primo romanzo pubblicato nel 2006 dalla Casa Editrice Fermento e oggi la ritroviamo con questo romanzo che celebra la vita, più che la morte, l’ amore ed i sentimenti più puri, le passioni; un viaggio fatto attraverso l’ uso dei cinque sensi: un cuoco, le sue ricette e le “sue” donne, ingredienti perfetti per allestire l’ ultimo grande banchetto. L’ animo femminile, così complesso e spigoloso, è raccontato attraverso un susseguirsi di ricette (a volte un po’ improbabili, da assaporare anche per i palati più coraggiosi! ) che mettono in evidenza la bellezza, le fragilità e le complessità delle donne di Milo.. senza mai dimenticare che in ognuna di loro c’è un po’ di noi perché si sa che “Le donne, come le rose, attirano con il loro profumo ma possono ferire come se avessero le spine” . Ed ecco allora che magicamente la morte diventa un “dessert… a base di cioccolato fondente nero che ricopre una calda sorpresa di densa crema pasticcera che avvolge a sua volta un lungo biscotto come fosse un corpo umano…”, non solo una perdita ma anche promessa di conquista e in questa intrinseca ambivalenza risiede appunto il suo fascino.
Il lettore dimentica la morte e si concentra sul trionfo di profumi, odori e sapori delle pietanze che abilmente Tiziana Betto “cucina” per noi, e lo fa così bene che arrivati all’ ultima pagina si è tentati dal dare sfogo alla propria creatività culinaria. L’autrice ne è consapevole e allora accontenta i suoi lettori: dalle pagine alla tavola il passo è breve e sarà lei stessa ad accompagnarci in questo surreale viaggio nell’ elegante cornice del Castello Peroni, al Salotto Culinario, mercoledì 20 giugno… dove tutto avrà inizio con una fine!

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