Young Adult

Silvia Fossati 7 marzo 2012 1 1.258 viste
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Hai la certezza di essere in un film di Ivan Reitman quando ammiri, in apertura, un paesaggio urbano indefinito, quasi anonimo, poco patinato e molto a misura di umana idiosincrasia. E hai la certezza di essere in un film che porta la firma di Diablo Cody quando i protagonisti della storia non fanno nulla per risultarti simpatici, mostrandosi in tutta la loro tanto spigolosa quanto intrigante, lucida follia.

Young Adult tenta di riproporre il fortunato matrimonio di artistico di quel piccolo-grande capolavoro che è Juno, e le premesse ci sono tutte.
Minneapolis, la città anonima elevata rango di terra promessa in cui realizzare personali sogni di gloria, contro l’asfittica e statica vita delle vecchie cittadine di provincia; l’esplosione di riferimenti alla pop culture attraverso ordinarie manifestazioni di nerdness e musica tanto apparentemente vicina, quanto temporalmente lontana (anche i Novanta hanno ormai raggiunto lo satus di vintage); scontro tra diverse concezioni e interpretazioni della vita e del mondo che sfidano i cliché della rigida separazione per ammorbidirsi in relativissimi punti di vista.

E, soprattutto, una Charlize Theron in grande spolvero: folle e sgradevole, fragile e tormentata, (in)felicemente ingabbiata in se stessa e in un ruolo che non ha mai voluto abbandonare: la ragazza più popolare della scuola, un po’ mean girl un po’ reginetta del ballo per plebiscito. La sua Mavis, ghost writer per una nota e famosa saga letteraria young-adult, giunta alla sua forzata conclusione, è il simbolo perfetto di una realizzazione con troppi effetti collaterali, tenuti a bada con una catena infinita di brevi incontri, alcol a fiumi, la nonchalanche da adolescente difficile da scrollarsi di dosso. Quando viene a sapere che il suo amore dei tempi del liceo è diventato padre, i nodi vengono al pettine, sotto forma di un dissennato, semplice piano: tornare a Mercury e riprenderselo, perché il loro amore è scritto nelle stelle. Capire che il diretto interessato non ha alcuna voglia di lasciare la sua umile ma felice esistenza, sarà l’ardua contro-missione che, invece, lo stesso destino ha in serbo per lei, attraverso la presenza “disturbante” di un particolare, irriducibile geek (un perfetto Patton Oswald) dal corpo martoriato ma dalla mente piuttosto aguzza.

Tra abbondanti dosi di humour dark, copiose bevute, battute fulminee e qualche occasione persa, in termini di sviluppo dei personaggi minori, Young Adult ha il pregio di mischiare le carte in tavola, di sovvertire certi cliché del genere, di demolire stereotipi e celebrare il concetto di felicità relativa. E il difetto, di arrendersi a un finale catartico e ovvio, che inevitabilmente finisce per sconfessarne le buone intenzioni. 

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One Comment »

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