SUPER – Shut up crime!

SUPER - Shut up crime!

Quante volte ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare se avessimo avuto i super poteri.
Ma forse non è necessario avere i super poteri per essere degli eroi e farsi giustizia da soli.
Delle volte basta indossare il costume giusto e armarsi delle migliori intenzioni… e di una chiave inglese. Proprio come ha fatto Frank.

Dopo che la moglie (Liv Tyler) lo ha lasciato per uno spacciatore squilibrato e violento (Kevin Bacon), lo sfigato e bonaccione Frank (Rainn Wilson) si trasforma in un supereroe, Saetta Purpurea (la pessima traduzione di Crimson Bolt). Con la sua tuta rossa cucita a mano e accompagnato dalla fedele e sciroccatissima assistente (Ellen Page) Saettina (traduzione di Boltie), convinto di essere il “prescelto” da Dio per portare la giustizia sulla Terra, combatte il crimine per le strade più pericolose della città con l’intenzione di riprendersi la moglie.

Il soggetto, dall’idea semplice e ricca di potenzialità, nasce per il formato breve e nello sviluppo di un lungometraggio perde la sua potenza evocativa e si riduce a un insieme di fotogrammi ben costruiti, ma tenuti insieme forzatamente, perdendo ritmo ed emozione e condannando alcuni personaggi all’inutilità, come il povero Sergente Fitzgibbon che avrebbe potuto regalarci dialoghi e situazioni davvero interessanti.

Ma il regista, James Gunn, viene dalla Troma, la casa di produzione ultraindipendente di Lloyd Kaufman e può fare come gli pare e seguire il suo registro sconclusionato, il suo genere che alterna commedia demenziale, decisamente superiore, comics e horror con venature molto molto splatter.
Legarsi a uno stile e a un genere è ormai un limite artistico, ma miscelare i registri è un’abilità per pochi che non appartiene a questo film purtroppo.

A rendere questa pellicola un film non riuscito completamente non è la violenza, né i momenti di assurdità né tanto meno l’immoralità (ho al contrario apprezzato l’elegante e ironica blasfemia). Al contrario, sono i suoi punti di forza.
E’ facile urlare al film cult quando si trattano tematiche cool come i supereroi e l’interminabile lotta del bene contro il male, soprattutto quando i loro confini sono così vicini da contaminarsi l’uno con l’altro. Ma la proporzione degli elementi e alcune trovate forzate non rendono totalmente giustizia a questo storia di riscatto dalla mediocrità.
Tuttavia in questo film è proprio il valore della giustizia ad essere rimesso in discussione.
Non è certo un film prevedibile e i colpi di scena non mancano a condire un’idea non originale nei contenuti, ma che avrebbe potuto avere una resa straordinaria.

P.S. La colonna sonora di Tayler Bates è grandiosa!

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