Carnage

Carnage

Regia: Roman Polanski; Interpreti: Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly; Sceneggiatura: Roman Polanski,Yasmina Reza; Fotografia: Pawel Edelman; Musica: Alberto Iglesias; Montaggio: Hervé de Luze; Scenografia: Dean Tavoularis; Costumi: Milena Canonero; Produzione: Constantin Film, Sbs Productions, Spi Poland; Distribuzione: Medusa. Francia/Germania/Polonia/Spagna, 2011, 79′


Due ragazzini come tanti litigano e il più forte spacca i denti al più debole. Il motivo della rissa non conta, tanto che non ci viene raccontato. Sono ragazzi e se ne fregano delle convenzioni edelle buone maniere. Agiscono per istinto e sopravvivenza. Li vediamo da lontano, indistintamente. Perché presto i nostri occhi saranno tutti sui genitori e sui loro tentativi disperati di appianare le divergenze e trovare la soluzione più opportuna per tutti.

Tuttavia ciò che è opportuno per tutti non sempre si incontra con l’idea di giustizia del singolo e l’ennesimo tentativo di conciliazione degenera lentamente in una carneficina verbale.


La clausura, il distacco, la separazione, la costrizione dello spazio e del tempo sono le condizioni necessarie per lo sviluppo dell’azione, ma non della trama, perché una trama non c’è, così come non c’è un finale.


Ciascun personaggio affronta il proprio mondo interiore mettendo in scena un dialogo serrato, ritmato, che scardina i condizionamenti di una classe sociale assoggettata ai sorrisi formali e di circostanza.


Sguardi che squarciano l’intimità, ironia affilata e buonismo morboso mettono gli uni contro gli altri, si creano alleanze e antagonismi che si sfaldano e si ricompongono seguendo il ritmo compulsivo dell’esasperazione.


Questo film è un capolavoro della recitazione e della direzione degli attori. 


La telecamera diventa dal primo momento il nostro sguardo e ci regala la suggestione di essere lì sul divano anche noi, vittime inconsapevoli di un gioco al massacro che ci rende protagonisti nel parteggiare una volta per l’uno, una volta per l’altro. Fino a trovare un po’ di noi stessi in ciascuno di loro e il desiderio di liberarsi dai vincoli dei condizionamenti sociali rimane l’urgenza che continua  a freme sui titoli di coda.


 


 


 


					

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